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Floriterapia


I Fiori di Bach
Nata dall’intuizione del medico inglese Edward Bach (1886-1936), la floriterapia è una cura naturale che si prefigge, riequilibrando gli stati d’animo negativi, di agire contemporaneamente sul corpo, sulla mente e sulle emozioni dell’individuo, restituendogli integrità e salute. Bach, omeopata e immunologo, mise a punto e sperimentò, tra il 1928 e il 1936, i 38 rimedi che compongono i fiori di Bach propriamente detti, originari prevalentemente della zona del Galles. Attualmente, molti altri sperimentatori hanno proseguito sulle sue orme la sperimentazione di nuovi rimedi floreali, traendoli dalla flora tipica di diversi territori (per esempio la California, l’Australia, l’Himalaya, la Francia, l’Italia). I rimedi originali di Bach rimangono, in ogni caso, un sistema di terapia praticamente completo.

Secondo Bach, la malattia è frutto dello squilibrio tra la volontà dell’ego, frutto dei condizionamenti e delle limitazioni che abbiamo accettato, e la nostra anima, custode della nostra vera natura e garante, se ascoltata, della nostra felicità e realizzazione.

Ci si ammala, quindi, quando ci si impedisce di fare ciò che corrisponde alla nostra vera natura o ci si ostina a perseguire strade e obiettivi che non ci appartengono; quando perdiamo di vista i desideri e le direttive del nostro vero Sé in favore del conseguimento di risultati contingenti e illusoriamente importanti, ovvero quando sacrifichiamo noi stessi al ruolo o al personaggio in cui ci siamo identificati.

I rimedi floreali non agiscono in termini molecolari ma, un po’ come accade con i rimedi omeopatici ad alta diluizione, per risonanza o con un meccanismo vibrazionale, forse interagente con i centri nervosi del sistema limbico e con l’amigdala.

La floriterapia può essere usata con successo nella cura di molti disturbi correlati a reazioni emotive cronicizzate: dalle cefalee tensive all’insonnia, dai disturbi cutanei a quelli della sfera sessuale, dai disordini del comportamento alimentare alle dipendenze. Lo stato psico-emotivo rappresenta infatti la spia del funzionamento generale di tutta l’unità psicofisica, segnalando la direzione complessiva dell’intero organismo. Il corpo e la mente agiscono cioè all’unisono, non tanto influenzandosi a vicenda, bensì comportandosi come manifestazioni, su piani diversi (quello fisico e quello mentale, per esempio) di un unico processo e di un’unica attitudine generale. Ammalarsi non è solo espressione di un disagio, ma rappresenta anche un modo per poter mantenere un equilibrio che, per quanto apparentemente deleterio, è l’unico che in quel momento possiamo permetterci, date le premesse e le nostre convinzioni ed esperienze su noi stessi e sul mondo. Per modificare il sintomo, per non averne più necessità, dovremmo quindi permetterci di fare qualcosa che è nella nostra natura, ma che avevamo trascurato, o smettere di fare qualcosa che è contrario alla nostra evoluzione naturale e consapevole. In pratica, il rimedio concorrerebbe a interrompere un circolo vizioso o un automatismo tra lo stimolo ricevuto e l’interpretazione che siamo soliti dargli, la quale instaura una risposta meccanica e alla lunga non sempre vantaggiosa per l’organismo stesso.


Contatti responsabili


Dr.ssa Maria Grazia PARISI
Medico Psicoterapeuta
Tel. 02 29403540 - Cell. 335 6094596
mariparisi@yahoo,it
prometeo@psicosomatica.org

Dr.ssa Nicoletta SEEBER
Corso di Laurea in Scienze Politiche con indirizzo sociologico, Università degli Studi di Milano: tesi in Sociologia della Medicina
Floriterapeuta iscritta al RIF (Registro Italiano di Floriterapia), Docente in Floriterapiaconduzione di Costellazioni Familiari e Sistemiche individuali e di gruppo
nicsee@inwind.it
prometeo@psicosomatica.org