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Tecniche di rilassamento – il dialogo tonico secondo de Ajuriaguerra


Dott. Luisa MERATI

Medico chirurgo, coordinatore del Centro Medicina Psicosomatica

Specializzata in psicoterapia, psicologia clinica, allergologia, immunologia, nefrologia; diploma di ipnosi (AMISI), diploma di psicoterapia a indirizzo psicosomatico

Coordinatore sezione SIMP S. Carlo – Naviglio Grande

 

Caratteristica principale della Psicoterapia di Rilassamento secondo de Ajuriaguerra non è la richiesta fatta al paziente di dire ma è la richiesta di sentire: provare a sentire il proprio corpo per eventualmente dire solo in un secondo tempo quanto ha potuto percepire: così facendo l’unità psicosomatica viene artificiosamente scomposta (Badoni, 2003): questa richiesta infatti introduce un prima (il sentire), un dopo (il dire) in analogia col processo che ha accompagnato il bambino dal presentare il suo corpo, ancora sprovvisto di parola, alla madre e al mondo, a diventare soggetto in rapporto col mondo.

Stato di incontro che all’origine è quello che vede protagonista madre e infante, quest’ultimo ancora senza parola, eppure portatore di un linguaggio proprio, offerto all’interpretazione della madre, madre a sua volta portatrice del messaggio paterno come di quello delle proprie origini-lo stato di incontro si definisce in momenti diversi che l’essere umano adotta per tutta la vita con compiti trasformativi o di elaborazione.

De Ajuriaguerra neurologo, psichiatra, di formazione psicoanalitica vive l’esperienza dell’esilio e l’integrazione ad una cultura diversa dalla propria :basco di origine fortemente attaccato alla sua terra e alla sua cultura, è costretto per le vicende politiche del suo paese a proseguire i suoi studi a Parigi laureandosi con una tesi sul dolore nelle affezioni del SNC nel 1936, è in analisi con un eminente psicoanalista rumeno esule anch’esso e residente a Parigi (Nacht). Studia il tono muscolare lavorando a Parigi e a Ginevra, muore nel 1993 nella parte basca della Francia.

Forse l’esilio ha aggiunto qualcosa in più al concetto di indipendenza che l’origine basca gli conferiva, sta di fatto che Ajuriaguerra lavora allo stesso tempo in contatto e in autonomia rispetto alla cultura del suo tempo.

Per Ajuriaguerra il corpo è, si trova, in un mondo di corpi esistenti; la comunicazione tra corpi si fa tramite un dialogo particolare che è un preludio al dialogo verbale e che si chiama dialogo tonico:il bambino si esprime al momento della nascita con le grida, con reazioni toniche assiali, con delle smorfie o un gesticolare in cui tutto il corpo parla; reagisce agli stimoli o agli interventi esterni con l’ipertonia oppure si lascia andare in un tranquillo rilassamento.Ma le sue modificazioni toniche hanno un senso perché si rapportano all’altro e sono appunto queste reazioni espressive che la madre interpreta e comprende:nel suo corpo egli vive la soddisfazione del compimento del dialogo.Il corpo del bambino è sempre presente in qualche posto, in rapporto ad un interlocutore situato pure da qualche parte.In questa prospettiva si capisce come ottenere una modificazione tonica ha senso solo in relazione al cambiamento che essa comporta nel rapporto con l’altro; sul piano terapeutico questa modificazione di tono si deve capire e utilizzare nel quadro di una relazione psicoterapeutica medico-paziente.

Concepita in questo senso questa cura di rilassamento è una paziente rieducazione del tono attraverso una relazione psicoterapeutica. Non si tratta più di un semplice abbassamento del tono ottenuto con un sistema qualsiasi ma della comprensione del sintomo visto nel quadro dell’intera personalità del soggetto.

In pratica Ajuriaguerra dà una grande importanza all’analisi delle rersietenze al rilassamento il che presuppone che si comprenda il significato che esse hanno per il paziente (Lemaire 1979): questo metodo di rieducazione si basa direttamente su una comprensione psicodinamica profonda dei disturbi del tono e psicosomatici, si tratta di una vera e propria psicoterapia di rilassamento di ispirazione psicoanalitica che può sfociare in una vera psicoterapia verbale o psicoanalisi.

 

Indicazioni somatiche (Lemaire 1979)

Non sarà il sintomo di per sé a fornire l’indicazione, ma il carattere iperreattivo del paziente, impulsivo: il risultato sarà un miglior controllo tonico emozionale reso più stabile, permanente. A livello somatico ipertensione arteriosa, sindromi vertiginose, “nevrosi cardiache”, balbuzie, asma, gastriti, colon irritabile, ulcera peptica, emicranie, disturbi sessuali, dermatiti, alopecia.

I motivi che guidano la messa in opera della terapia di rilassamento poggiano sul ruolo portante che i messaggi provenienti dal nostro corpo hanno per informarci dell’incontro con l’altro, in particolare a partire dalle difficoltà di incontro della psiche con il proprio corpo.

Winnicott ha molto insistito su uno dei compiti del caregiver che è appunto quello di ancorare il bambino alle proprie percezioni: ciò è necessario non solo per evitargli il penosissimo sentimento di andare a pezzi, ma per mantenere saldamente sul posto una attività percettiva che è il principale sostegno dell’incontro sull’altro.

 

Setting (Badoni 2003)

Il paziente arriva, stesso giorno stessa ora una volta alla settimana, trova un lettino su cui sdraiarsi, un rotolo sotto le ginocchia che gli permetterà una posizione più rilassata degli arti inferiori e della schiena, una coperta se la desidera, che l’aiuterà a mantenere una buona temperatura corporea ma anche a proteggersi, a ridurre la propria esposizione, tanto nei confronti dei vissuti del proprio corpo quanto del terapeuta.

Accanto al paziente il terapeuta si mette silenziosamente in contatto con le sue sensazioni, presente nel campo visivo del paziente.

A poco a poco si stabilisce un ritmo caratteristico per ogni coppia terapeuta paziente in cui i momenti di silenzioso contatto con il proprio corpo e quelli della comunicazione verbale si alternano.

Può essere molto importante per alcuni pazienti, specialmente se la tensione diventa troppo importante, toccare il braccio del paziente e aiutarlo con un piccolo movimento di mobilizzazione: ciò a volte può essere vissuto come un’interferenza, ma spesso è un momento atteso come qualcosa che li aiuta a ritrovare una loro dimensione: il tatto infatti contemporaneamente annulla e conferma una separatezza (Miglioli, Roseghini 1996).

La consegna data è:una volta trovata una posizione più comoda possibile, provare a sentire il proprio corpo, eventualmente comunicare quello che succede o quello che viene in mente.

Si possono seguire le indicazioni a sua volta date da Schultz iniziando dal braccio dominante e proseguendo seduta dopo seduta fino ad occuparsi delle modalità del respiro, di percezione del battito cardiaco, della pelle. L’importante è seguire da vicino il paziente e aiutarlo a portare attenzione al suo corpo aprendo un tempo per sentire che dice al paziente che le sue sensazioni spesso così bistrattate o inascoltate sono importanti per lui, per noi, possono essere soppesate

 

Indicazioni differenziali (Lemaire 1979)

Esistono diversi metodi di rilassamento. A seconda dell’importanza data all’aspetto pedagogico, a seconda dell’aspetto più o meno direttivo della conduzione tecnica e di conseguenza a seconda del peso più o meno grande che assumono le diverse forme di suggestione diretta o indiretta accettate dal paziente, si può distinguere un’intera gamma di atteggiamenti terapeutici.

Di conseguenza si potrebbero individuare alcuni metodi più rapidi e superficiali più suggestivi e più direttivi e altri metodi più profondi più progressivi e quindi anche più lenti e più psicoterapeutici in quanto comportano una più profonda modificazione della personalità all’interno di una prospettiva relazionale

Quindi, a seconda che si desideri usare un mezzo più concentrativo (tipo Schultz) per imporre il rilassamento oppure se, al contrario, si vogliono estrarre le radici del male che impedisce al paziente di rilassarsi con le sue forze e “analizzare la sua resistenza” (Ajuriaguerra)si sceglierà tra il primo e il secondo gruppo di questi metodi, a seconda dell’indicazione presentata dal caso clinico.

Le tecniche rapide e suggestive sono indicate nelle sindromi somatiche pure, mentre la rieducazione psicotonica è più adatta nelle sindromi neurodistoniche, somatoformi, psicosomatiche, come già accennato.

Partendo da punti diversi, misticismo indiano, concezione scientifica dei rapporti psicosomatici, tecniche ipnotiche, ecc., i vari metodi di rilassamento si sono precisati e differenziati in base a utilizzazioni diverse: applicazioni mediche, psicologiche, profilattiche, sociologiche, ecc. La rieducazione psicotonica è il più approfondito e personalizzato tra i metodi: è una psicoterapia che non sarebbe concepibile senza la moderna comprensione scientifica dei fenomeni umani introdotti dalla psicoanalisi.

L’evoluzione contemporanea delle scienze dell’uomo mostra la loro convergenza verso una nuova concezione della patologia in cui viene sottolineato l’aspetto relazionale.

Questa prospettiva ha dato un contributo anche alla medicina generale consentendo la scoperta – o la riscoperta – dei legami che esistono tra psiche e soma, il loro delicato equilibrio e i sistemi per rimediare a certe rotture che possono verificarsi

Questa prospettiva relazionale permette quindi la comprensione dell’aspetto psicoterapeutico della rieducazione psicotonica che presuppone la sistematica utilizzazione in chiave terapeutica del rapporto medico-paziente.

 

Questa tecnica si distingue dalle classiche terapie verbali e in particolare dalla psicoanalisi per il fatto che ha il suo punto di partenza in una esperienza vissuta sul piano tonico somatico. In una concezione unificante del soma e della psiche.

 

Bibliografia

de Ajuriaguerra J. Le corp comme relation. Revue Suisse de Psychologie pure et appliquèe, Vol. XXI, 1962.

Anzieu D. L’io pelle, Borla Ed, Roma 1987.

Badoni M. Il metodo di rilassamento di J. de Ajuriaguerra: una psicoterapia infantile nell’ambito della riabilitazione, Neuropsichiatria Infantile, Bulzoni, Roma 1981.

Badoni M, Lanzi G. Il corpo tra piacere e realtà, La Goliardica, Pavia 1989.

Lemaire J. Il rilassamento, rilassamento e rieducazione psicotonica, Celuc libri, Milano 1979.

Miglioli C, Roseghini R. Il corpo tra diniego e percezione, Psicoterapia psicoanalitica, Anno III vol. II, 1996.

Racamier JL. Il genio delle origini, Cortina Ed, Milano 1993.

Reich W. L’analisi del carattere, SugarCo ed, Como 1973.